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LE BRACCIA (DEGLI) INVISIBILI

 

 

 

https://www.repubblica.it/politica/2020/04/06/news/bellanova_agricoltura_immigrati_circo_massimo-253267879/

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Non penso che le affermazioni della ministra Bellanova volessero apparire offensive e intendere che gli immigrati vanno sfruttati, anzi, penso intendesse che essi vanno aiutati, in particolare a non scegliere lavori in nero. Questo, perché porterebbe ad essi molti problemi, quindi a parer mio, alla ministra stanno a cuore i diritti degli immigrati e vuole difenderli a tutti i costi. La ministra fa un appello anche ai contadini che si sa, in questo periodo, hanno più che mai bisogno di sostegno. Leggendo questo articolo ho potuto capire che la ministra Teresa Bellanova pensa al futuro dei cittadini in difficoltà, che hanno attività nel settore del quale, appunto, essa si occupa e ha una preoccupazione in più, anche per coloro che non vengono dal nostro paese e comprende le loro difficoltà.

Vittoria Baboni

Sono totalmente d'accordo con ciò che ha detto Bellanova. Gli immigrati potranno essere anche nostri nemici, ma in questo momento ci servono come non ci sono mai serviti prima, perché altrimenti se il numero di contadini e di imprenditori agricoli collassa, e continuerà a collassare, più lavoro per i restanti si accumula e meno tempo per dedicarsi in primo a se stessi e alla famiglia rimane. Mio padre, che è un imprenditore agricolo, in questo momento ha un sacco di lavoro da fare e un disperato bisogno di persone che lo aiutino perché altrimenti, va a finire che quelle poche ore che gli rimango per venire in casa a mangiare e riposarsi, si trasformino in un sogno irrealizzabile, cioè non potrà più averle. Seconda cosa per cui sono d'accordo: va bene che ci sia un disperato bisogno di gente che lavori nelle campagne, ma quando è troppo è troppo, cioè, un po' di aiuto deve esserci anche da parte di chi le cerca, nel senso di, se non garantiamo loro benessere durante le ore lavorative, che senso ha assumerle per poi tornare come si era all'inizio. Questi lavoratori cercano dipendenti che li aiutino, ma allo stesso tempo questi devono aiutarli, sennò che senso ha assumerli per fare che poi si licenzino e se ne vadano arrabbiati. Deve esserci l'atmosfera che dice "noi vi aiutiamo se voi ci aiutate". Ultima cosa, coma ha annunciato Bellanova, trovare le vie e le scorciatoie più corte non porta a niente. Dobbiamo anche pensare già al futuro e non limitarci solo a preoccuparci di finire in fretta quello che si sta facendo ora. Dobbiamo con la mente preoccuparci di quello che potrà accadere in futuro. Se non lo facciamo noi, chi lo farà?

Nicolò Gandolfi

II B Bozzolo

 In questo articolo la ministra Bellanova adotta un contadino , al fine di dare sostegno e futuro ai piccoli agricoltori; infatti la ministra sostiene che per l'agricoltura abbiamo bisogno di immigrati ( che lavorino in sicurezza) per aumentare la mano d'operaie nostri campi. Si deve riaprire il mondo del lavoro in maniera diversa per non correre il rischio di essere esclusi dalla competizione livello globale. Secondo me è bene al più presto riparta il lavoro dei campi , che è alla base dl nostro sostenitore alimentare riprenda in questo periodo molti hanno iniziato a coltivare piccoli orti , dimostrando di cercare di far fronte a questo periodo in modo alternativo

Cristian Vicini

II B Bozzolo

Sono perfettamente d'accordo con quello che sostiene il ministro Bellanova, ma a prescindere dal fatto che gli immigrati non sono nostri nemici, solo 'perchè siamo noi ad avere bisogno di loro?..quindi, significa che, se noi non ne dovessimo aver bisogno, allora li dovremmo considerare nemici? Gli immigrati non sono nostri nemici perché sono esseri umani, e come tali vanno considerati; non devono essere sottopagati o reclusi in un ghetto, ma nessun essere umano dovrebbe subire un tale trattamento!! in nessun settore dovrebbe prendere piede la mafia, ma ci dovrebbe essere lo stato che controlla e garantisce tutto, così come lo stato dovrebbe garantire la scienza, l'istruzione..il lavoro, come dice il primo articolo della nostra costituzione. Gli immigrati scappano da una situazione peggiore, vengono illusi dalla loro mafia locale; gli dicono che qua si sta bene, c'è lavoro, benessere..loro, purtroppo, non avendo la conoscenza, non avendo radici, credono a quello che gli viene detto e partono per questi viaggi della speranza, invece dovrebbero rimanere nelle loro terre, imparare a coltivare per poi produrre in autonomia; ma i politici locali africani, hanno interesse a mantenerli nell'ignoranza così li possono manovrare come vogliono. Ecco perché è importante studiare, aprire la mente, viaggiare, perché in questo modo si vedono nuove realtà e abbiamo la capacità di ragionare con la nostra testa...tornando poi all'appello del ministro che dice di "garantire condizioni di lavoro nei campi di assoluta sicurezza", questo dovrebbe essere garantito anche a tutti i lavoratori...perché, come diceva Qualcuno.."non dobbiamo dare loro il pesce, ma dobbiamo insegnare loro a pescare!!!..Con questo non voglio dire che sono contro gli immigrati, anzi, ma li dobbiamo considerare come esseri umani, e non maltrattarli o sfruttarli.

Lucrezia Finardi

Per me la ministra Bellanova ha ragione, perché malgrado la brutta situazione che stiamo cercando di superare lei propone di continuare a far lavorare le persone nei campi garantendo utilizzando tutti i dispositivi che garantiscono la loro sicurezza.Però la ministra Bellanova non ha preso in considerazione la quantità di soldi che servono a garantire la sicurezza ai braccianti.In questi anni le persone che vengono a lavoro nei nostri campi sono in maggioranza extra comunitari o provenienti dall'Europa dell'Est.I loro stipendi sono bassi e molte volte questi lavoratori vengono sfruttati tramite il lavoro nero.Io sono d'accordo che questi lavoratori vengano messi in sicurezza ma per prima cosa anche i loro contratti dovrebbero essere regolarizzati.Altrimenti anche la loro salute verrà messa in pericolo.Speriamo che, finita questa crisi, il rapporto tra i datori di lavoro e i braccianti venga rivisto.
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Matteo Riccardi
II B Bozzolo
Ciò che asserisce la Ministra delle Politiche agricole , Teresa Bellanova, non è altro che la realtà. Inutile nasconderci dietro a ciò che tutti vediamo o comunque sappiamo: gli immigrati dell'est Europa o dei Paesi dell'Africa lavorano nelle nostre campagne con contratti stagionali, nella migliore delle ipotesi, oppure in nero e costretti a vivere in ghetti e senza nessuna garanzia e tutela. Non possiamo fare finta di accorgerci ora, che ci servono per la raccolta in campagna, che non sono da considerare nemici: non lo sono mai stati. Sono persone che scappano da realtà di guerra o comunque di povertà assoluta che noi abbiamo accolto come schiavi, costringendoli a turni di lavoro massacranti , con paghe misere e senza nessuna tutela in campo di sicurezza e di regolarità. Lo Stato italiano ha girato la testa facendo finta di non vedere e sapere, senza preoccuparsi minimamente di queste persone, che come tali vanno tutelate. Ha preferito lasciare il suo compito Istituzionale di garanzia dei diritti umani nelle mani della Mafia creando un esercito di disperati. Ci si doveva pensare prima, ovvio che ora anche chi si trova nel proprio Paese, che sia la Romania o la Polonia non abbia nessuna intenzione di tornare per la campagna di raccolta. Sinceramente non lo farei nemmeno io, quali garanzie, quali tutele, quale regolarizzazione ha dato lo Stato italiano? Nulla di nulla. Non facciamo i perbenisti quando in realtà lo Stato è assente e colpevole di tutto questo, è ipocrita che pensi che ora, nel bisogno, basti un corridoio verde, per sanare tutto quello che ha fatto a persone come noi. Quante volte abbiamo visto i Ministri occuparsi della tutela degli animali attraverso i media, ma non ricordo di avere visto una sola volta i Ministri occuparsi o denunciare le condizioni dei migranti , impegnati nelle campagne, con un solo spot attraverso i media. Trovo questo atteggiamento vergognoso, lo Stato viene meno al 1° articolo della sua Costituzione: cosa aggiungere?! I braccianti sono persone che hanno diritto di lavorare in sicurezza, con salari adeguati e condizioni igieniche e sanitarie indispensabili.
Fabio D'Anna
II B Bozzolo
Secondo me la Ministra ha ragione, perche i lavoratori in nero devono essere regolarizzati per tutelarli al meglio; allo stesso tempo, però, si potrebbe dare questi posti di lavoro a chi è già regolare ma non riesce a trovare lavoro.
Silvia Avanzi
II B Bozzolo
A mio avviso l'appello della ministra dell'agricoltura è più che giusto perché garantendo condizioni di lavoro stabili e di sicurezza sia fondamentale a non far crollare l'economia italiana evitando così conseguenze negative per lo stato come la crisi. Condivido anche quando dice che bisognerebbe smetterla con gli stereotipi e iniziare a vedere in faccia la realtà, solo fatto ciò possiamo capire come gli immigrati possono essere una soluzione per sottrarre alla mafia i lavoratori in nero,dove principi fondamentali come la sicurezza e la stabilità non sono garantiti,anzi spesso non vengono rispettati.
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Omar Naoui
II B Bozzolo

Il pensiero esposto dalla ministra Bellanova all’interno dell’articolo di Repubblica discute essenzialmente le tematiche del lavoro e dei diritti legati ad esso, non sempre però considerati.

La ministra afferma che gli immigrati occupano molte volte la parte della manodopera italiana gestita dalle mafie che non riconoscono i giusti diritti quali lo stipendio sindacale, il riconoscimento di malattia, le ferie e tutti le altre condizioni necessarie e  che vanno riconosciute ai lavoratori.

Lo stato però non riesce ad opporsi all’ingordigia del guadagno delle mafie che non riconoscono il valore dell’identità di ogni persona specie se facilmente influenzabile in quanto in condizioni di bisogno economico.

Dalle riflessioni sulle condizioni di impiego di queste persone ci si dovrebbe informare sulla forma di produzione di ciò che arriva sulla nostra tavola.

Se invece lo stato, come la ministra vuole che faccia, si preoccupasse di riconoscere un soggiorno regolare per tutte le persone impiegate nei campi, la mafia non avrebbe modo di condizionarle e lo Stato potrebbe offrire loro un lavoro onesto.

La ministra cita anche il bisogno degli immigrati per la nostra economia che pur avendo studiato si ritrovano a dover lavorare nei campi per riuscire a mantenersi al contrario di molti italiani che si limitano a lamentarsi ed a diffamarli aspettando un lavoro che li impieghi per le loro ambizioni.

Uno Stato poi dovrebbe basarsi su un principio altamente importante secondo me ovvero quello di solidarietà che porta ad occuparsi dell’altro e fermarsi a guardare alle spalle di tutti gli immigrati e forse dopo aver visto i vari disagi dello stato da cui scappano, comprendere.

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Francesca Malvaso

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